Giovanni Gastel, chi era per me?

15 Marzo, 2021

Avrete appreso la triste notizia della scomparsa di Giovanni Gastel. È successo sabato 13 marzo a causa del COVID. Tralasciando tutte la parte di cronaca che è già stata ampiamente esposta dalla stampa e dai media, vorrei spendere due parole su ciò che la figura di Giovanni Gastel fosse per me.

Non ebbi la fortuna di conoscerlo personalmente, sono entrato in contatto con lui solo telefonicamente e dai social media. Qualche anno fa ho tentato di organizzare un workshop sul ritratto a Udine, per questo lo contattai, per chiedergli di fare da docente in questo workshop.

Al di là di questa storia che magari un giorno vi racconterò, preferisco tornare all’argomento dell’articolo:

Cos’era per me la figura di Giovanni Gastel?

Per molti era un faro, un punto di riferimento per la fotografia. Lo era anche per me ma i miei motivi non derivavano dalla sua fenomenale carriera o dal suo successo. Certo, lo ammiravo anche per questo ma fondamentalmente ammiravo la sua creatività. Il suo saper fotografare una modella come fossero un paio di scarpe ed un paio di scarpe come fosse una modella. (cit)

Nelle sue fotografie non c’è solo quello che si vede, c’è soprattutto quello che si sente, si percepisce. Era una persona talmente sensibile da riuscire a capire e riprodurre gli stati d’animo ed i pensieri delle persone. Ho ammirato tantissimo uno dei suoi servizi: le 100 facce della musica italiana. In quel servizio ho visto molti autori che conoscevo già, altri che conoscevo solo superficialmente. Bene, grazie a quelle fotografie sono stato in grado di comprendere meglio la loro musica. La grande capacità di Giovanni Gastel di andare in profondità mi ha aperto un mondo nuovo.

Sarebbero moltissimi gli esempi di suoi lavori da poter portare e potremmo parlarne per ore ed ore. Ma oggi Giovanni Gastel non c’è più, rimangono i suoi lavori e rimane il suo percorso. Rimane una rotta che lui ha tracciato e che noi fotografi possiamo utilizzare per non perderci. Da oggi metterò tutto me stesso per migliorare il mio approccio alla fotografia, comprendere ancor di più il suo messaggio e seguire la sua rotta. Lo devo al ricordo di questo grande autore, a quanto sia stato in grado di darmi con le sue immagini e le sue parole. Era un uomo dalla sensibilità spiccata e che prestava molta attenzione alle persone. Lui ci teneva alle persone, per questo motivo le capiva e le sapeva raccontare.

Riposa in pace, grazie di tutto.

Tiziano Ferro
Paolo Conte
Pino Daniele
Elisa
Francesco Renga
Giorgia

 

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